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GRUPPO SUL FEMMINISMO, IL SENSO E IL VALORE ATTUALE DI QUESTO TERMINE

Nel gruppo sulle ragioni e il senso attuale della parola femminismo, si sono espresse per prime le più “anziane”, che l’hanno vissuto e ricordano con gioia e dolore gli anni 70. Il femminismo è stato una esperienza magnifica, ma ora bisogna essere molto più concrete di un tempo, o non riusciremo ad aggregare le donne solo sulla memoria storica: anche perché sembra che  un pezzo di cultura ed educazione a riguardo si siano estinte, e molti diritti acquisiti vengano dati per scontati e non faticosissimamente ottenuti.E’ stato un movimento di liberazione della fine degli anni 60, sulla scia delle battaglie sessantottine, inerente a temi caldi come la rivoluzione sessuale: il corpo delle donne era e resterebbe anche oggi il tema fondamentale, al quale aggiungere il tema del lavoro e delle pratiche quotidiane.



Sei madre moglie e figlia: Il femminismo ha voluto dire parità col tuo uomo, rispetto alla pratica del “divorzio all’italiana”, molto in voga ai tempi;..ne sono derivati i gruppi di autocoscienza e il fatto che il personale sia diventato politico.Il femminismo non era contro i maschi, era una forma di liberazione per tutti.Le giovani notano che il femminismo forse ha cambiato definizione nel corso degli anni: si chiama conciliazione. Perde cioè il concetto egualitario e di rivendicazione di parità, per diventare un annacquamento alla ricerca della conciliabilità. relativa ai tempi femminili, che però rimango utilizzati tradizionalmente. La conciliazione viene usata dalle donne per avere il tempo per stirare, e non per avere una diversa collocazione sociale o culturale. Le donne spesso non sembrano rendersi conto di questa salto ideologico, di questa decurtazione importante di senso relativa ai contenuti propri del femminismo.

Qualche donna della generazione di mezzo ( intorno ai 40 anni ora) ha avuto la mamma femminista , militante dentro ai movimenti leaderisti e maschilisti degli anni 70, che hanno coniato una generazione forse non molto generosa verso quelle che sarebbero venute; e forse le stesse donne non hanno saputo trasmettere il senso delle proprie battaglie, o non hanno saputo tradurlo in obbiettivi concreti stabili, al di là delle grosse battaglie per i diritti civili (dalla legge sul divorzio alla 194). Che ne è degli asili nei luoghi di lavoro, che spesso le donne per prime non accettano, o perché le cape donne sono spesso cattivissime soprattutto verso le altre donne? E che ne è della solidarietà femminile?Sono temi ora poco dibattuti, ma ci sono domande a cui bisognerebbe cercare una risposta. Cosa vogliono rivendicare oggi le donne sul piano concreto, e quali sono le ragioni della loro difficoltà a fare gruppo?

Non diciamo movimento, ma almeno gruppo.Bisognerebbe forse precipitare su battaglie concrete in cui coinvolgere anche gli uomini, o avere spazi privati di discussione come una volta, per rinforzare anzi tutto l’identità femminile? O entrambe le cose?Spesso non viene percepito il maschilismo sottile, che è molto più insidioso di quello esplicito, argomentazioni che danno per scontato l’inferiorità femminile o la sua inaccettabile diversità rispetto all’uomo. Quando si parla di femministe, si parla delle nonne vissute come femministe cattive, come fossero state Erinni che facevano battaglie eccessive e che odiavano gli uomini…Ma forse tutto ciò è solo frutto di ignoranza profonda, su cui occorrerebbe lavorare soprattutto sul piano della informazione/formazione e cultura.In Italia c’è un numero superiore di laureate, ripeto ai laureti, ma le carriere sono maschili, almeno ai livelli davvero alti..c’è stata una sorta di rimozione  sul termine femminismo, e ci sono battaglie da riprendere, perché anche i diritti acquisiti si possono perdere, vedi le donne medio orientali private dei diritti che avevano.

Le ragazze oggi rischiano di percepire la diversità solo quando cominciano a entrare nel mondo del lavoro, come se prima vivessero nell’illusione scontata dei loro diritti egualitari, e improvvisamente avessero un brusco risveglio.Le donne devono sentirsi libere di desiderare di essere madri e di poter lavorare senza essere costrette a scegliere. Ne derivano alcuni obiettivi perseguibili:le riunioni a certe ore non vanno bene, per dirne una, e il concetto di genitorialità va rinforzato, poiché il figlio è di entrambi i genitori.  Nei paesi anglosassoni i padri sono tenuti a prendere un periodo di paternità (strongly invited). Così come tutta la società è concepita tenendo conto del legame collaborativo della coppia e della equa e non stereotipata divisione dei compiti rispetto all’accudimento e alle funzioni genitoriali.

Il Femminismo è stato l’onda lunga del 68: i gruppi di autocoscienza, la riflessione su se stessi, erano parte integrante dell’idea dii liberazione; venivano dibattuti molti temi personali, e ne è derivato un cambiamento di mentalità e costumi..a Milano abbiamo avuto l’ università delle donne e la libreria delle donne, per fare solo due esempi di femminismo militante e colto.Forse servirebbe la mappatura delle esperienze che ancora rimangono in città, prendendo contatto con quel che ne resta..i caffè filosofici o le esperienze legate alle analisi personali o di gruppo potrebbero ancora avere un senso e una cittadinanza.

E infine lo slogan molto importante: il personale è politico..Femminismo vuol dire solidarietà, capacità di costruire una rete di donne che si aiutano nel tentativo, anche, di far valere merito e intelligenza.Nell’associazionismo le donne sono in maggioranza, guarda caso, mentre nella politica proprio no. Forse all’interno delle organizzazioni di zona, bisogna ripromuovere coordinamenti stabili delle donne, con delle rappresentanti liberamente elette.Purtroppo la sostanza di quanto detto viene sottovalutata da tutti i segretari e dagli organi di direzione per lo più maschili: occorrono cultura e capacità di comunicazione, nell’idea che il femminismo non è escludente e non significa la liberazione solo della donna ma anche dell’uomo, non più costretto a rigidi e stereotipati ruoli e schemi mentali, che non prevedono l’accesso alle emozioni e ai sentimenti, per esempio.

Caldeggiamo la creazione del Data base delle competenze femminili all’interno del PD, di modo che non siamo più costretti a vedere relatori solo uomini alle iniziative politiche perché “ le donne competenti non ci sono “.Le donne devono pungolare la pigrizia consueta maschile su  alcuni argomenti, e occorrerà rimettere un occhio su quelle donne che vivono sole, o separate con figli, che all’interno di una grande metropoli costituiscono una larga base per lo sviluppo di disagi e disaffezioni alla politica, e rischio di vita miserrima sul piano economico.La città accessibile non deve essere caricata solo sui disabili, ma deve significare rendere l’ambiente urbano buono per tutti.Il femminismo deve diventare un tema di potere, non solo di diritti:se includi le donne, l’economia ne risentirà favorevolmente, i valori femminili convengono anche agli uomini. e al miglioramento della qualità della vita.

Possiamo essere portatrici di valori diversi.Il coordinamento donne può forse voler dire punto di vista diverso, appiglio più concreto rispetto agli uomini di solito più generici e teorici. Ma anche umanizzazione della politica e spazio ai sentimenti.Pare che chi vota alle primarie siano in maggioranza  donne, mentre le iscritte al Pd sono di molto in inferiorità numerica. Questo deve farci riflettere.

Potrebbe essere opportuna una rivisitazione delle norme del nostro Codice Etico e un Vademecum su come aiutare le donne alla partecipazione alla vita all’interno del partito, da discutere e approvare all’interno dei circoli.Quindi nel solco di un lavoro personale su se stessi sulla base delle parole d’ordine che hanno avuto origine col femminismo, vanno rilanciati nuovi obbiettivi: il personale è politico e anche le nostre articolate proposte lo saranno.

Parole chiave emerse nella riunione al tavolo:


Partecipazione
Sessualità (sfera privata)
Diritti
Potere
Rete
Maternità
Carriera


Proposte:

mappatura galassia femminista
parlare dei sentimenti
data base delle competenze femminili nel Partito
Vademecum organizzativo nei circoli per promuovere la partecipazione femminile
Va valorizzata la rete femminile e proposta integrazione del Codice Etico


per ciò che concerne la Regione:

proporre doppia preferenza nella legge elettorale


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