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TAVOLO SALUTE DI GENERE

Parole chiave
1. Governo del Sistema Salute
2. Appropriatezza e accesso informato
3. Sostenibilità
4. Prevenzione, ricerca e formazione
5. Comunicazione e formazione
 
La medicina di genere costituisce un approccio innovativo importante per affrontare le disuguaglianze di salute e non solo.
Ricordando che, secondo l’OMS, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”, la medicina di genere non si occupa specificamente di patologie che colpiscono prioritariamente le donne, ma riguarda le patologie comuni a uomini e donne (cardiovascolari, autoimmuni, neurovegetative, oncologiche, ecc) sul piano della RICERCA, della PREVENZIONE, della sintomatologia, della diagnostica, dei trattamenti, dell’assistenza e lo fa tenendo conto non solo delle differenze di sesso, ma anche di quelle sociali, ambientali, culturali, economiche.
 
 
Poiché è ampiamente dimostrato che il genere è un DETERMINANTE ESSENZIALE per raggiungere i risultati di salute e per stabilire priorità e metodologie, l’attenzione alle specificità di genere in campo sanitario diventa uno strumento strategico di GOVERNO DEL SISTEMA, arrivando a orientare l’offerta dei servizi, a indirizzare le linee di RICERCA, a favorire la SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA, ma soprattutto a garantire APPROPRIATEZZA degli interventi e ACCESSO INFORMATO.§
 
Nonostante nella nostra regione l’attenzione a questa specificità ha raggiunto buoni livelli (lavoro dei CONSULTORI, livello dei SERVIZI erogati, sviluppo della rete dei CUG all’interno delle strutture ospedaliere) questo non significa che non permangano i pregiudizi e che l’informazione riesca ad arrivare anche ai cittadini.
 
Per questo è importante potenziare la COMUNICAZIONE e procedere a passi spediti nella FORMAZIONE degli operatori sanitari e sociosanitari, anche attraverso sinergie con l’Università’ per avviare CORSI SPECIFICI destinati agli operatori e al personale medico.
Inoltre si ritiene molto importante inserire, fra gli OBIETTIVI STRATEGICI DEI DIRETTORI GENERALI, il raggiungimento di risultati legati alla medicina di genere e, ripristinare (perché fino all’anno scorso era presente in assessorato una figura dirigenziale particolarmente competente in materia e che fungeva, tra le altre cose, da raccordo fra i CUG), all’interno della direzione regionale Sanità una FIGURA DI COORDINAMENTO volta a declinare in tal senso tutte le discipline sanitarie. Importante anche prevedere una equilibrata RAPPRESENTANZA DI GENERE fra i livelli clinici apicali.
 
Da migliorare e implementare, infine, nell’azione amministrativa regionale, la diffusione del concetto di salute di genere nelle SCUOLE, il dispiegamento della CONCILIAZIONE DEI TEMPI/LAVORO per le operatrici e la diffusione capillare dell’AGENDA GRAVIDANZA nelle strutture dedicate
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