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TAVOLO VIOLENZA DI GENERE

5 PAROLE CHIAVE

  1. Cultura del rispetto e della parità di genere
  2. Formazione
  3. Comunicazione
  4. Rete efficacie fra istituzioni e Centri Antiviolenza
  5. Risorse
PROPOSTE CONCRETE
  1. Per il PD: Formazione politica di militanti ed eletti sul tema del Genere, della disparità, delle relazioni rispettose;
AMBITO REGIONALE/COMUNALE
  1. Formazione continua degli operatori cui la donna potrebbe rivolgersi: magistratura, avvocati, forze dell'ordine, medici, psicologi, assistenti sociali, in modo tale che sappiano riconoscere la violenza, sappiano relazionarsi correttamente con la vittima, sappiano svolgere il proprio ruolo in modo adeguato.
  2. Costituire presso i Tribunali, a partire da quello di Milano un'agenzia per le vittime vulnerabili, che supporti adeguatamente questa categoria di vittima, fra cui anche le donne vittima di violenza nei percorsi giudiziari, sul modello di quanto realizzato a Firenze e a Torino; prevedendo equipe multidisciplinari che prendano in carico la vittima riconosciuta come vulnerabile;
  3. In ambito scolastico sostenere l'attuazione delle Linee guida per l'educazione alla parità di genere e alle relazioni rispettose, appena pubblicate dal MIUR, prevedendo in ogni istituto scolastico un/una docente referente per la Parità, che ne coordini l'attuazione; diffondere protocolli come quello firmato a Milano fra Uffici scolastici provinciali e istituti scolastici  e la Rete Antiviolenza per proporre interventi strutturati e di qualità nelle scuole; formare anche gli/le insegnanti affinché l'educazione alla parità e il superamento degli stereotipi di genere diventino parte strutturale dell'offerta educativa.
  4. Avviare contatti con comunità o Consolati soprattutto dei paesi del Magreb e Asiatici, per accordi a sostegno delle donne di nazionalità straniera vittima di violenza , sul modello degli accordi e delle convenzioni fatte con i paesi dell'America latina;
  5. Sviluppare campagne di comunicazione rivolte ai cittadini/cittadine, per diffondere la consapevolezza che la violenza nei rapporti famigliari da parte del marito è un reato e per fare conoscere le reti di aiuto e i Centri antiviolenza: sia attraverso i media che attraverso modalità più capillari come i corsi pre-matrimoniali, esperienze di teatro modello Ikea, modalità originali e diffuse.
AMBITO NAZIONALE
  1. Inserire nei percorsi Universitari di Giurisprudenza, Medicina, Servizio sociale, Psicologia degli insegnamenti specifici riguardanti l'argomento
  2. Costituire un'authority nazionale che presidi l'attuazione delle politiche nazionali contro la violenza di genere in tutte le aree di intervento, verificandone l'efficacia – istruzione, Sanità, Giustizia, Forze dell'ordine, Politiche sociali e del lavoro
  3. implementare in modo significativo le risorse destinate alle reti antiviolenza, ai Centri Antiviolenza e alle case rifugio; elaborare piani nazionali e regionali almeno quinquennali, con risorse certe per ognuno dei 5 anni.
  4. Introdurre nel nostro codice penale il reato di Molestie sessuali, secondo quanto ci viene richiesto dalla Convenzione di Istanbul.
Suggerimenti per migliorare l'azione dell'Amministrazione regionale
  1. Aumentare le risorse regionali destinate ai Centri antiviolenza, alle case rifugio e alle reti antiviolenza;
  2. distribuire le risorse sulla base di parametri oggettivi, finalizzandole al finanziamento delle reti e del sistema dei servizi specifici e non a progetto e a bando, garantendo la continuità e la certezza delle stesse.
  3. Costituire un authority regionale interistituzionale che presidi l'attuazione delle politiche regionali e della loro attuazione da parte delle reti antiviolenza e dei diversi attori coinvolti: Comuni, sistema giudiziario, Forze dell'ordine, Sistema sanitario, Sistema scolastico; l'efficacia delle stesse
  4. costituire un fondo a sostegno delle vittime.
A COSA DARE CONTINUITA' IN AMBITO REGIONALE
  • Le reti interistituzionali contro la violenza alle donne con capofila i Comuni, come sistema coordinato di tutela e sostegno delle donne vittima di violenza;
  • La programmazione regionale contro la violenza alle donne, purché sostanziata da risorse certe che, come prima siano erogate non a progetto a “servizio” e in un orizzonte temporale pluriennale
Altri aspetti e temi emersi nel corso dell'incontro
  • Importante riuscire ad accelerare i procedimenti giudiziari, in modo tale che sia l'uomo maltrattante ad uscire di casa e non la donna ad essere costretta ad andare in una casa rifugio;
  • accendere un faro sul tema delle molestie sessuali, in particolare nei  luoghi di lavoro:  non vengono quasi mai denunciate, perché la donna ha giustamente  timore di perdere il posto di lavoro, nonostante abbiano effetti devastanti sul benessere psico-fisico della donna vittima. L'introduzione del reato di Molestie sessuali nel nostro ordinamento potrebbe aiutare a combattere il fenomeno;
  • Fondamentale intervenire a tutti i livelli e in tutti gli ambiti comunicativi, formativi, educativi sul tema degli stereotipi di genere e sull'educazione a relazioni rispettose e paritarie, alla gestione non violenta dei conflitti interpersonali; pur essendo quello della violenza un problema degli uomini essi hanno in genere un interesse molto scarso; diventa allora importante la formazione delle donne, affinché siano in grado di riconoscere le relazioni violente o prevaricanti e siano in grado di difendersene.
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